Il mio primo incontro lesbo

Rileggendo quello che ho scritto qualche giorno fa riguardo la mia prima volta con Lei, mi sono tornate in mente tante cose, come ad esempio la prima volta che mi sono spinta decisamente  oltre quello che mi potessi mai immaginare con Lei.
Io e Lei ci eravamo scambiate qualche bacio mentre eravamo Amsterdam (birra e coffee shop avevano creato l’atmosfera), ma ovviamente quando eravamo tornate in Italia, quel momento era diventato una sorta di tabù: vietato parlarne.
Facevamo finta di niente, come se qualche giorno prima non ci fossi trovate a strofinarci le fighe una contro l’altra. 

Io ci pensavo ancora. E ovviamente la prima cosa che mi domandavo era se fosse giusto, insomma a me era piaciuto essere baciata da una ragazza e questo mi sconvolgeva (ero ancora piccola, adesso so bene che essere toccata da una donna e altrettanto piacevole che essere toccata da un uomo e non potrei mai rinunciare a nessuno dei due).

Dopo un paio di settimane che eravamo tornate da Amsterdam, i prof ci avvisarono che  presto gli olandesi con cui avevamo fatto lo scambio culturale sarebbero venuti in Italia e ci divisero in gruppi di lavoro per preparare l’accoglienza. Io e Lei finimmo insieme, non fu un caso, credo che entrambe volessimo finire nello stesso gruppo.

Eravamo in 5 ragazzi e dovevamo preparare un lavoro sul cibo italiano da presentare agli olandesi e poi organizzare una cena con i piatti tipici del nostro paese, un lavoro abbastanza facile. Iniziammo a vederci il pomeriggio a casa di Lei: i suoi genitori avevano un negozio e quindi tornavano a casa solo all’ora di cena. Ogni volta che la vedevo non riuscivo a non pensare alle sue labbra che sfioravano le mie  e alla sua lingua dentro la mia bocca.

Ogni volta che per caso ci sfioravamo sentivo un brivido, mi bastava toccarle un braccio perché la mia fica iniziasse a bagnarsi e i mie capezzoli diventassero turgidi. La mia paura era che Lei si accorgesse di tutto questo, anche se da un lato ero curiosa di sapere se anche lei provava le mie stesse sensazioni.

Un pomeriggio un paio di nostri compagni dovevano andare via prima e gli altri, invece, ci avrebbero raggiunto dopo l’allenato e così per un paio d’ore rimanemmo sole. Quelle ore divennero indimenticabili. Non so bene come accadde, ma dopo un po’ che guardavamo tv sul divano, invece di studiare, Lei iniziò ad accarezzarmi. Mi toccava lentamente la coscia, io ero impietrita ed elettrizzata, non sapevo cosa fare. Iniziai quasi subito ad avere il respiro accelerato e a sentire caldo.

Dopo un po’ Lei mosse la mano e dalla coscia si spostò più in alto ed iniziò ad accarezzarmi sotto la gonna. La mia figa grondava di umori. Ero bagnatissima. I miei capezzoli spingevano contro il reggiseno e mi facevano quasi male.

Le sue dita accarezzavano i collant che erano sopra le mie mutandine, finché non prese l’iniziativa e infilò la sua mano sotto l’elastico. A quel punto non ce la feci più a trattenermi ed iniziai ad ansimare. Il suo tocco sul clitoride mi faceva godere come non avevo mai goduto in vita mia.  Lei vedendo che mi stava piacendo si avvicinò e iniziò a baciarmi.

Era un bacio quasi violento, mi stava praticamente scopando in bocca con la sua lingua, mentre le sue dita cercavano l’apertura della mia figa per penetrarmi.

La mia figa era un lago e per Lei fu molto facile penetrarmi con le dita. Sono bastati pochi minuti e sono subito venuta.
A quel punto Lei fece una cosa che non mi sarei mai aspettata: si tuffò con la testa fra le mie cosce e iniziò a leccarmi.

La sua lingua passava sul mio clitoride e sul bordo delle labbra della mia figa, senza penetrarmi e facendomi impazzire dalla voglia di essere scopata. Quando non ce la facevo più, Lei finalmente mi penetrò con la lingua e iniziò a scoparmi.

Con le dita aveva allargato bene la mia figa che ormai era una bagnatissima,  aveva schiuso le grandi labbra, poi con la lingua aveva iniziato a giocare con le piccole labbra e finalmente aveva spinto la sua lingua in profondità.

Mi stava facendo impazzire di piacere: ero scossa da forti brividi di piacere, una serie di orgasmi multipli a cui non ero abituata. Non ce la facevo più e alla fine l’ho spinta via e ho stretto le cosce per godermi gli ultimi istanti di piacere.

Un pomeriggio indimenticabile, che ha indubbiamente segnato le mie future esperienze sessuali.

 

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